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Il neuroma di Morton è una delle più frequenti cause di dolore neuropatico dell’avampiede e rappresenta una condizione spesso misconosciuta o trattata in modo non mirato nelle fasi iniziali.
In una parte dei pazienti, il dolore tende a persistere nel tempo nonostante terapie conservative, infiltrazioni ripetute o modifiche biomeccaniche, assumendo le caratteristiche di una sindrome dolorosa cronica con significativo impatto funzionale.
All’interno del Percorso specialistico per il dolore cronico del piede della PONOS Clinic, il neuroma di Morton viene affrontato attraverso un approccio strutturato e progressivo, basato su corretta diagnosi clinica, identificazione del meccanismo neuropatico e selezione appropriata delle opzioni terapeutiche.
Cos’è il neuroma di Morton
Si tratta di un’alterazione dei nervi comuni metatarsali interdigitali. Interessa il nervo che scorre tra il terzo e il quarto dito del piede (III spazio intermetatarsale), meno frequentemente quello tra il secondo e il terzo e raramente gli altri spazi. La causa esatta non è nota. Si suppone che l’irritazione prolungata del nervo possa scattenare la malattia. Il danno sul nervo consiste in un ispessimento del nervo. Molti fattori contribuiscono, tra cui le scarpe strette e i tacchi alti! In effetti il neuroma è più frequente in donne tra i 40 e 50 anni, anche se può colpire entrambi i sessi e tutte le età
Sintomi del neuroma di Morton
Il dolore da neuroma di Morton parte dal centro del piede per arrivare nello spazio tra le due dita interessate dal nervo malatto. Alcune persone riferiscono dolore o fastidio solo alle dita. Sono frequenti sensazioni di formicolio o bruciore o addormentamento, che migliorano togliendo la scarpa, muovendo o massaggiando il piede. I tacchi alti e le scarpe strette fanno peggiorare i sintomi. Nel corso degli anni il dolore può diventare più frequente o addirittura costante, al punto di obbligare a indossare solo particolari e comode calzature. La deambulazione è il momento critico per chi soffre di neuroma di Morton.
Dal dolore meccanico al dolore neuropatico
Il neuroma di Morton non è soltanto una patologia “meccanica” legata allo spazio intermetatarsale, ma può evolvere verso una condizione neuropatica persistente, sostenuta da alterazioni della trasmissione nervosa.
Questa evoluzione spiega perché:
- il dolore persiste anche a riposo;
- le infiltrazioni ripetute perdono efficacia;
- il sintomo diventa sproporzionato rispetto ai reperti anatomici.
Diagnosi clinica e ruolo dell’ecografia
- Anamnesi: Il primo sospetto è clinico, basato sulla caratteristica distribuzione del dolore (o di qualche sintomo sgradevole) nello spazio fra due dita del piede. Il racconto del paziente è sempre la base della diagnosi: il dolore è un’esperienza e come tale può conoscerla SOLO il paziente.
- Test clinici: che si eseguono durante la visita: ll segno di Mulder è un test fisico provocativo che cerca di riprodurre i sintomi tipici del neuroma di Morton (dolore, bruciore, parestesie nella pianta del piede, più frequentemente nello spazio tra il terzo e il quarto metatarso). Oltre a questo effetuiamo il squezze test dell’avampiede e la compressione digitale diretta.
- Test anestetico diagnostico: è il test che non mente! Sotto guida ecografica, si inietta una minima quantità di anestetico locale nello spazio sispetto, a ridosso del neuroma. La scomparsa immediata del dolore offre la conferma funzionale.
- Ruolo dell’ecografia: è l’esame di prima scelta. Mostra in particolare neuromi superiori a 5-6 mm. Si tratta di un esame dinamica, rapido, poco costoso, ripetibile. Rappresenta un’ottimo strumento per guidare le infiltrazioni.
- Limiti della sola RM (Risonanza Magnetica): è un esame più costoso e non sempre necessario. In particolare, bisogna tener presente che non sostituisce la clinica. La scoperta di un neuroma alla risonanza del piede non significa che bisogna per forza intervenire su quello. I neuromi posso co-esistere con altre patologie dolorose del piede, come la safcite plantare o il dolore articolare.
In sintesi (come si faceva e come si dovrebbe fare ancora):
👉 Anamnesi + Mulder positivo = diagnosi clinica
👉 Eco per confermare
👉 Test anestetico per essere certi al 100%
Approccio terapeutico progressivo
- trattamenti conservativi: inizialmente si cerca di controllare i sintomi con semplici accorgimenti che possono tornare utili anche per lungo tempo: adeguate calzature e plantari, evitando i tacchi e le scarpe strette. Esercizi di stretching permettono di limitare la pressione sul nervo ma per nove pazienti su dieci questi rimedi non sono sufficienti.
- infiltrazioni ecoguidate: queste infiltrazioni rappresentano il centro della diagnosi, ma poco possono fare per aiutare il paziente. L’aggiunta di un cortisonico in qualche caso offre un beneficio solo temporaneo, incrementando la probabilità di aderenze del nervo con i tessuti circo stanti.
- quando NON funzionano più
Radiofrequenza del neuroma di Morton
La radiofrequenza del neuroma di Morton rappresenta una tecnica di neuromodulazione / neurolisi periferica che consente di intervenire selettivamente sulla trasmissione del dolore, preservando l’integrità funzionale del nervo.
All’interno del percorso specialistico, viene considerata nei casi selezionati di dolore neuropatico dell’avampiede refrattario alle terapie conservative e infiltrative. La procedura viene eseguita sotto guida ecografica, evitando il ricorso aa soluzioni chirurgiche.
Le probabilità di risoluzione del dolore sono (secondo la letteratura) simili se non più alte di quella della chirurgia tradizionale. La nostra esperienza clinica conferma questi dati: più del 75% dei pazienti risolve definitivamente il problema.
Perchè viene oggi raccomandata la radiofrequenza del neuroma di Morton?
- facile esecuzione
- ripetibile
- efficace quanto l’intervento chirurgico
- non esistono controindicazioni
- non esistono cicatrici (basso rischio di infezioni)
- non necessita allettamento, si torna subito alle regolari attività quotidiane e lavorative
Il neuroma di Morton nel percorso del dolore cronico del piede
Il neuroma di Morton rappresenta una delle principali espressioni del dolore neuropatico del piede. Lo stesso approccio diagnostico e terapeutico viene applicato anche ad altre condizioni croniche del piede, come il dolore del tallone e della caviglia, secondo una visione unitaria e coerente del problema.
➡️ Percorso specialistico per il dolore cronico del piede
Approccio clinico
Le informazioni riportate riflettono un approccio specialistico alla diagnosi e al trattamento del dolore cronico del piede, basato sull’integrazione tra valutazione clinica, imaging ecografico e procedure interventistiche selezionate secondo criteri di appropriatezza.
Le opzioni terapeutiche descritte vengono considerate esclusivamente nei casi indicati, all’interno di un percorso clinico personalizzato e progressivo.
Il consenso informato
Ogni procedura viene eseguita solo dopo un consenso libero e consapevole.
Il consenso informato non è uno scarico di responsabilità, ma l’espressione del diritto del paziente a decidere in modo informato.La responsabilità professionale del medico resta personale e non delegabile.
👉 Approfondisci: Consenso informato
Dr. Evangelos Panagiotakos
Medico Anestesista – Specialista in Terapia del Dolore
